Comm. G.B. Burlotto, Barolo Monvigliero 2010

Comm. G.B. Burlotto, Barolo Monvigliero 2010

Signore e signori, che gran Barolo!
Eh sì, perché non basta dire Barolo per dire qualità. Troppe etichette si fregiano di un titolo altisonante e poi all’assaggio non mantengono le promesse.
In questo caso, invece, ci troviamo di fronte a una grandissima bottiglia.

L’azienda Comm. G.B. Burlotto è una storica cantina situata nel comune di Verduno. Il suo Barolo Monvigliero è prodotto con uve provenienti dalla vigna Monvigliero, il cru più autorevole del comune di Verduno.

Al naso colpiscono subito le note fruttate: fragola macerata, ciliegia, ribes, confetture, e poi piano piano arrivano le note floreali con viola, rosa, iris, e infine quelle speziate, liquirizia e pepe su tutte.

Al gusto colpisce la grandissima struttura sostenuta dai tannini, ma che praticamente non si sentono. Equilibrato e armonico con un finale tartufato.
Si consiglia di comprarlo oggi e berlo dopo il 2018.

Prezzo in enoteca circa 45€.

L’ABBINAMENTO

Il mio suggerimento è di goderselo come vino da meditazione. Ma se volete abbinarlo a un piatto della tradizione, la morte sua è con la pernice al tartufo. Non so quanti di voi si cimenteranno nella ricettazione, io probabilmente mai (non saprei manco dove comprarla una pernice!), ma per chi volesse provare, ecco qui una ricetta fornita dal sito “cani da tartufo”. Ok, il nome non esprime esattamente un’autorevolezza alla Gualtiero Marchesi in fatto di cucina, ma in quanto a tartufi non mi sembra secondo a nessuno!

LA RICETTA

Pernice al tartufo
Spiumate, vuotate e fiammeggiate la pernice dopo averla lasciata frollare per 7-8 giorni.
Tritate il fegato con grasso di prosciutto, due bacche di ginepro, un po’ di sale e un bel tartufo bianco e aggiungetevi un po’ di mollica di pane bagnata nel brodo. con questa farcia, riempite l’interno della pernice, avvolgetela con delle fettine sottili di grasso di prosciutto e fatela andare adagio per meno di un’ora con il coperchio e poi fatela sfumare, aggiungendo, se necessario, un po’ d’acqua.
All’ultimo momento bagnatela con un bicchierino di buon cognac.


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