L’abbinamento tra la pasta ripiena e il vino

Pasta Ripiena abbinamento vinoConosco una parola capace di risvegliare lo spirito campanilistico dell’italiano medio più di un derby tra due città di provincia: pasta-ripiena.
Eh già, perché se è vero che l’Italia gastronomica si caratterizza per una forte identità territoriale, è sulla pasta ripiena che si scatenano le battaglie più agguerrite. Sono meglio i casonsei bresciani o quelli bergamaschi? I marubini di Cremona o i tortelli di zucca mantovani? Gli agnolotti del plin piemontesi o i pansotti liguri?
Se aprissimo un concorso per stabilire qual è la pasta ripiena preferita dagli italiani sono certa che moltissime ricettazioni finirebbero ex aequo al primo posto.
Ma la vera domanda è: che vino ci abbino? La risposta non è facile perché dipende non solo dal ripieno, ma anche dalla ricettazione con cui vengono preparate.
Provo a schematizzare di seguito i piatti principali abbinandone il vino più adatto, con un occhio di riguardo per l’abbinamento territoriale (quello dei nostri nonni, tanto per capirci).
Chiedo venia in anticipo per i piatti che avrò dimenticato, anzi, aspetto con ansia i vostri suggerimenti. Prometto di integrare la lista qui sotto con tutti i vostri consigli, anche qualora si trattasse della ricetta sconosciuta preparata dall’unica rezdora* rimasta nel paesino di 50 abitanti sperduto nelle nebbie della pianura padana!

PIEMONTE
Agnolotti del plin al sugo di brasato con un Dolcetto d’Alba o una Barbera del Monferrato.
Se li fate con un condimento di burro e salvia, va bene anche un Monferrato Chiaretto.

LOMBARDIA
Marubini cremonesi in brodo ripieni di carne si abbinano ad un Lambrusco mantovano.
Casonsei bresciani si abbinano a un Franciacorta Blanc des Blancs Brut.
Casonsei bergamaschi si abbinano a un Valcalepio rosso.
Agnolotti pavesi con condimento di stufato si abbinano a una Barbera dell’Oltrepò.
Tortelli di zucca mantovani con burro e Grana Padano si abbinano ad un Gewurztraminer dell’Alto Adige (si veda anche l’articolo dedicato all’abbinamento e la ricetta)
Tortellini in brodo mantovani con un Lambrusco di Sorbara (aggiunto anche nel brodo per creare il “Bevr’in vin”).

LIGURIA
Pansotti al sugo di noci si abbinano a un Pigato.

TRENTINO ALTO ADIGE
Schlutzkrapfen (mezzelune con ripieno di ricotta e spinaci) si abbinano a un Kerner.

VENETO
Tortellini alla panna si abbinano a un Lambrusco reggiano.
Ravioli con radicchio rosso e Monte Veronese si abbinano a un Valpolicella.
Tortelli al sedano di Verona si abbinano a un Soave.

FRIULI VENEZIA GIULIA
Cjarsons della Carnia si abbinano a un Pinot bianco delle Grave del Friuli.

EMILIA ROMAGNA
Anolini di Piacenza si abbinano a una Bonarda dei colli piacentini.
Anvein di Castell’Arquato in brodo di gallina si abbinano a un Gutturnio.
Turtéj Piacentini con burro e Parmigiano si abbinano a un Lambrusco.
Tortelli d’erbetta parmigiani si abbinano a un Lambrusco.
Cappelletti in brodo con una Barbera dei Colli di Parma.
Tortellini in brodo con un Sangiovese di Romagna.
Tortellini al ragù con Lambrusco di Sorbara.

TOSCANA
Tortelli di patate con sugo di manzo o cinghiale o coniglio si abbinano a un Vino Nobile di Montepulciano.

LAZIO
Ravioli di patate con burro e salvia si abbinano a un bianco dei Castelli Romani.

MOLISE
Ravioli Scapolesi si abbinano a un Molise Aglianico.

SARDEGNA
Culurjones al burro e salvia si abbinano ad un Cannonau.

VARIE ED EVENTUALI
Ravioli ricotta e spinaci al burro e salvia si abbinano a un Collio Sauvignon o Chardonnay.
Ravioli al ragù si abbinano a un Gutturnio dei Colli piacentini
Ravioli di anatra al tartufo si abbinano a un Nebbiolo d’Alba.
Ravioli di carne al pomodoro si abbinano a un Castel Del Monte rosato.

*Il motore della cucina emiliana è la rezdora, la regina della casa. È lei che sa fare la pasta e sa usare il matterello, non un “bastone” qualsiasi, ma lungo, meglio di ciliegio, e liscio. La fogliata viene stesa a forma di disco, e il matterello deve superarne il diametro. Inoltre la pasta, una volta stesa, deve essere “rotonda come la luna e leggera come una carezza”: parola del bolognese Giovanni Poggi, fondatore nel 1963 della Confraternita del Tortellino. [fonte Corriere Cucina]

Photo Credits @inawinemood


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